Top

Comprendere la diversità: Il vento fa il suo giro

28 Febbraio 2008

La piccola comunità occitana di Chersogno si trova ad accogliere / non accogliere un pastore francese che vorrebbe impiantarsi a vivere lì, con la sua giovane famiglia, le sue capre e la sua produzione di formaggio: un’isperata, quanto difficilmente comprensibile ai più, possibilità di rinascita per il paesino. Ma la diffidenza iniziale si fa incomprensioni, malintesi, rigidità fino ad un ritorno su se stessi, al punto di inizio. Solo con un pizzico in più di consapevolezza della propria ipocrisia.

LocandinaQuesto film - sul rapporto con la diversità ma in fondo sullo specchio che la diversità è di noi stessi, con le nostre piccolezze e insoddisfazioni - è stato realizzato con il Patrocinio del Ministero dell’Interno - Area Minoranze linguistiche, della Regione Piemonte, della Provincia di Cuneo, della Città di Torino, della Città di Cuneo, della Comunità Montana Valle Maira. La nota interessante in questa informazione è che tale patrocinio viene proprio da coloro i quali nel film vengono dipinti come ostili, diffidenti, incapaci di uscire veramente dai propri schemi e dalle proprie cose, seppur insignificanti o misere. E questo, insieme alla formula produttiva adottata per la confezione, che ha reso tutti i partecipanti coproduttori del film, rende il giudizio benevolo. Direi a prescindere.

Certo è che alcune cose non convincono comunque e, a volte, risultano macchinose, manierismo, anzi, danno alla storia quel sapore di accademico e di manierato che stona con il plot e con lo stile generale adottato per cui si passa dalla fiction del francese che vede nascere una relazione tra sua moglie e il musicista, senza che questa nota abbia una relae ricaduta nel corso delle vicende, alla camera a mano che accompagna una poesia che parla di un uomo che cammina recitata al funerale dell’immancabile, mi sia perdonato il cinismo, “scemo del villaggio”, l’unico veramente e senza secondi fini vicino alla famiglia francese. Perché si sa, dalla Ragazza del Lago (ma forse anche da prima) in poi, nei piccoli centri non può non esserci un diversamente abile come emblema della non integrazione, della diversità foriera dei più saggi messaggi.

Letizia Tavani - newBrainframes

SEGNALA AI SOCIALNETWORKS
  • blinkbits
  • Digg
  • NewsVine
  • ppnow
  • Reddit
  • Shadows
  • Smarking

Laureata in filosofia (110/110 e lode) con una tesi pluridisciplinare dal titolo "Media e cognizione. L'apprendimento tra processi e ambienti" che già mirava ai problemi dell'educazione/formazione che nel tempo sono diventati oggetto di riflessione e di studio principale. Alle spalle, un paio di corsi riconosciuti dalla Regione Lazio (uno di sceneggiatura e narrativa, uno per responsabile di ludoteca), il corso AIF di Formazione Formatori Base, un master sul bilancio di competenze e uno sull'e-learning e diversi stage e lavori, prodotti e ricerche anche qualificanti ma poco o niente retribuiti. All'attivo, da ottobre 2006, l'ingresso ufficiale nella Generazione 1000euro con una collaborazione all'interno del Gruppo di Formazione di Gesi SRL. Hobbies: sceneggiature di storie illustrate per bambini e fotografia amatoriale. Passioni: cinema, estetica e arti figurative in genere e tutto cio' che e' comunicazione e rappresentazione. Membro fondatrice dello spazio Esthia (www.esthia.net). Membro fondatore dell'Associazione Newbrainframes Project. Frequenta il NewBrainframes Project dal settembre 2001.

Bottom